sabato 31 maggio 2014

Torino: europa di cartone!!

Capisco che associare la città di Torino al cartone fa subito tornare alla mente lo scandalo di calciopoli e gli scudetti vinti dalla Juventus e assegnati poi dalla giustizia sportiva all'Inter e chiamati per questo motivo di "cartone" ma in questi giorni è venuto fuori un altro scandalo. Scandalo inteso nella sua accezione più pura come un avvenimento che causa un turbamento della sensibilità morale pubblica. Prima di tutto i fatti sportivi: nelle ultime giornate del campionato il Parma e il Torino si sono sfidati per l'ultimo posto disponibile per l'Europa League e, come solo nelle migliori sceneggiature succede, alla penultima partita si sono sfidate nello scontro diretto con il Torino che in vantaggio di un punto in classifica. Nel secondo tempo, con i granata in vantaggio di una rete, c'è un rigore per il Parma; Cassano dal dischetto sbaglia ma sulla ribattuta Biabany realizza il gol del definitivo pareggio rimandando tutto all'ultima giornata. Come da pronostico il Parma vince 2-0 su un già retrocesso Livorno mentre il Torino a Firenze al novantesimo sta pareggiando 2-2; in pieno recupero viene assegnato un rigore ai granata, il rigore che potrebbe significare Europa League ma dal dischetto, come sette giorni prima Cassano, anche Cerci sbaglia senza che però questa volta ci sia qualcuno pronto a ribadire in porta la respinta. Il verdetto del campo dice che il Parma supera in classifica il Torino e accede all'Europa League.


Ci pensa però la giustizia sportiva a ribaltare tutto con una sentenza che esclude gli emiliani dalle competizioni europee. Anche qui prima i fatti: molte società per invogliare giocatori non più utili alla causa ad andare via offrono loro degli incentivi. Il Parma non ha versato parte di questi incentivi, pari a meno di trecentomila euro, entro la scadenza del 30 aprile. La giustizia sportiva ha perciò applicato la sanzione prevista che comporta in questi casi l'esclusione dalle competizioni europee dando così via libera al Torino. 
Il presidente Ghirardi ha affermato di essere convinto che la scadenza fosse il 30 giungo, di essere indignato di una pena tanto severa e di voler cedere la società e lasciare il mondo del calcio qualora il Tas di Losanna non gli desse ragione.


Dopo i fatti veniamo alle opinioni: ritengo innanzitutto giusto rispettare le decisioni prese dagli organi preposti ma ritengo altrettanto giusto rivedere la norma per allineare la pena alla gravità della colpa. In molte situazioni esiste l'istituto giuridico del ravvedimento operoso mediante il quale il contribuente può spontaneamente regolarizzare errori o illeciti fiscali versando il tributo non pagato più una sanzione e gli interessi; questo al Parma non è concesso. Vorrei però dire che la rabbia del presidente Ghirardi anche se comprensibile non può tramutarsi in capriccio o ricatto con la possibilità che ci vadano di mezzo i tifosi del Parma che con la sua partenza perderebbero un presidente che in questi sette anni ha fatto molto e bene.
Aggiungo solo che esiste già un precedente non positivo per il Parma dello scorso anno dove il Tas rigettò l'appello del Malaga per motivi simili e in europa andò il Siviglia che poi ha vinto addirittura la coppa. I tifosi granata sono autorizzati a qualunque tipo di scongiuro!


venerdì 30 maggio 2014

Un altro pezzo d'Italia agli americani

La crisi economica che sta colpendo il nostro paese non risparmia proprio nessuno e non credo che in questi casi valga il detto "mal comune mezzo gaudio". Anche il ricchissimo mondo del pallone è finito nel vortice dal quale ancora non sappiamo come uscire. Investitori stranieri hanno già messo le mani sulla nostre società sportive. La Roma è degli americani ormai dal 2011, l'Inter è da pochi mesi nelle mani dell'indonesiano Tohir e non è un mistero che il Milan stia cercando capitali stranieri anche se l'intenzione sembra quella di non vendere la maggioranza delle quote societarie.
Da qualche giorno a questo elenco si è aggiunto il Cagliari dell'ex presidente Massimo Cellino che si è dichiarato felice della conclusione della trattativa con la cordata Usa guidata da Luca Silvestrone; dopo 22 anni di gestione, l'istrionico imprenditore sardo, al termine di una riunione tenutasi a Miami e conclusasi con l'accordo economico che prevede il versamento nelle sue casse di ben 80 milioni di euro  ha dichiarato: "Dio li benedica, ora saranno loro a lottare con la burocrazia". Non ci sono ancora le firme sui contratti ma la foto con la stretta di mano tra le due parti è già stata scattata.



Cellino era ormai esasperato dai problemi avuti con la questione dello stadio e il fatto che la sua voglia di calcio non sia finita è dimostrato dall'acquisto di qualche settimana fa della società inglese del Leeds United. Ancora una volta quindi pezzi d'Italia finiscono in mano agli stranieri ma, a differenza di altri paesi dove sono gli arabi o i russi a farla da padroni, da noi investono prevalentemente gli americani.

giovedì 29 maggio 2014

La vera storia di CR7 e di Hugo

Qualche giorno fa ho dedicato un post alla storia di CR7 e del suo amico Albert  Fantrau (http://calciodna.blogspot.it/2014/05/cr7-e-lamico-albert.html) credendo erroneamente che il tifoso abbracciato dall'attuale pallone d’oro subito dopo la vittoria della Champions fosse appunto un amico. Non per discolparmi ma non sono stato l’unico ad essere stato tratto in inganno e la storia che ho raccontato è comunque vera e simboleggia la generosità del portoghese che, con il crescere della notorietà, entra sempre più nei giornali non solo per vicende sportive. L’altro giorno si è per esempio reso protagonista di un’altra storia strappalacrime secondo la quale, lasciatemi usare il condizionale, avrebbe pagato le spese per l’operazione di una piccola bambina malata.



Vi sono però debitore di una risposta; la domanda era: chi sarà mai quel fortunato supporter? Sono quasi certo di avere la soluzione anzi potrei dire che ne sono certo visto che le foto combaciano: Cristiano Ronaldo ha abbracciato suo fratello Hugo. Come in ogni giallo che si rispetti, la fine non è così semplice, non basta sapere chi ma anche perché. Ebbene CR7 e il fratello maggiore avevano stretto un patto secondo il quale se il primo avesse alzato la coppa, l’altro avrebbe smesso di bere. Hugo ha infatti problemi con l’alcol, esattamente come il padre morto nel 2005 e, avendo Cristiano vinto la Champions, ora tocca al fratello vincere la sua battaglia.

mercoledì 28 maggio 2014

Giocatori a metà: FIGC contro Lega

In Italia siamo soliti avere leggi e norme particolari che nessun altro stato ha; il calcio non fa eccezione. È infatti possibile nel nostro paese che due società distinte detengano i diritti sportivi di un solo giocatore come accade ad esempio, per restare nell'attualità, con Cuadrado, a metà tra Udinese e Fiorentina, Candreva, a metà tra Lazio e la stessa Udinese e soprattutto il capocannoniere della serie a Ciro Immobile, in comproprietà tra Juventus e Torino. Nessun’altra federazione calcistica prevede questa possibilità; di contro esistono norme presenti quasi ovunque ma non in vigore nella nostra penisola. Mi riferisco ad esempio all'obbligo di riscatto in un prestito e alla clausola del controriscatto. Nell'ultimo consiglio di Lega di qualche settimana fa era appunto all'ordine del giorno l’abolizione della norma sulle comproprietà con la possibilità di risolvere quelle in essere entro due anni, ma non si era trovato un accordo tra i presidenti e l’adeguamento normativo sembrava sfumato. Ieri invece il consiglio federale della FIGC, andando contro le decisioni prese dalla Lega, ha abrogato le comproprietà o, per essere più tecnici, le compartecipazioni tra due squadre nella proprietà del cartellino di un giocatore, fissando inoltre il termine per la risoluzione di quelle già sottoscritte ad un solo anno, creando così, non pochi problemi ai club che dovranno obbligatoriamente adeguarsi. Secondo il procuratore Antonio Caliendo il provvedimento serve a ripulire i bilanci delle società e renderli più reali.



A mio avviso il risultato sarà che i giovani andranno in prestito invece che in comproprietà che, a conti fatti, era più vantaggiosa per le cosiddette medio-piccole le quali, rivalutando o mettendo in luce il giocatore, potevano poi ricavare un introito per la propria metà del cartellino e che invece ora saranno meno invogliate ad avere giocatori non da loro tesserati. Inoltre non ci sarà più motivo, in caso di prestiti, per preferire il mercato nostrano a quello di importazione che verrà così ulteriormente rafforzato. Solo il tempo ci dirà se questa abolizione è stata un bene per il calcio italiano ma intanto è servita ad allinearci con il resto del mondo.

martedì 27 maggio 2014

CR7 e l'amico Albert

Minuto 120 della finale di Champions League, l'arbitro olandese Kuipers fischia la fine delle ostilità, il Real Madrid vince 4-1 dopo che i tempi regolamentari erano finiti 1-1; l'uomo simbolo dei "blancos", fresco pallone d'oro, portoghese di nascita, vince la sua prima Champions proprio in terra lusitana siglando su rigore il quarto gol del Real, il diciassettesimo della competizione in 993 minuti giocati, quasi un record. Parlo ovviamente di Cristiano Ronaldo che, mentre i suoi compagni festeggiano, si avvicina agli spalti e abbraccia vigorosamente un tifoso dopo averlo aiutato a scendere in campo; chi sarà mai questo fortunato supporter? La risposta ce la offre proprio CR7, dichiarando poco dopo: "Devo ringraziare il mio vecchio amico Albert Fantrau per il mio successo. Giocavamo nella stessa squadra dell’under 18 nel campionato portoghese. Quando l’allenatore dello Sporting Lisbona venne a vederci, disse: “Chi segnerà più gol verrà nella nostra squadra. Vincemmo la partita 3-0. Io segnai il primo gol e il secondo lo segnò Albert Fantrau grazie a un grande colpo di testa. Ma il terzo fece rimanere tutti a bocca aperta. Albert era 1 contro 1 davanti al portiere, lui lo ha dribblato ed io mi trovavo proprio davanti a lui. Tutto quello che doveva fare era metterla in rete e invece l’ha passata a me ed ho segnato una doppietta. Andai così nello Sporting Lisbona. Dopo la partita gli ho chiesto: “Perché l’hai fatto?” e lui mi disse: “Sei più forte di me”.


I due sono adesso inseparabili amici e la storia è stata confermata diverso tempo fa ad un giornalista dallo stesso Fantrau che dopo aver smesso con il calcio per gli scarsi risultati è tuttora disoccupato ma vive in una bellissima casa con la sua famiglia facendo una vita agiata grazie proprio alla generosità del suo amico Cristiano Ronaldo.


Questa storia, forse un po’ romanzata, sembra stridere con la visione del calcio come sport dove contano solo i soldi e dove i giocatori vengono visti come dei ragazzini viziati, ma a me piace credere alle favole e quindi ho deciso di raccontarvela.

lunedì 26 maggio 2014

Le meringhe battono i materassai...

Come tutti saprete sabato sera il Real Madrid ha vinto la sua decima Coppa dei Campioni battendo l’Atletico Madrid del Cholo Simeone riuscendo a siglare il gol del pareggio che ha poi portato ai tempi supplementari solo in pieno recupero, al minuto 93. Sarò probabilmente l’unico, ma da italiano sono contento perché facevo il tifo per quel poco di Italia presente in questa finale dove siamo stati rappresentati da Carletto Ancelotti, uno degli allenatori più vincenti in Europa ma non amato da moltissimi tifosi compresi quelli juventini che lo hanno avuto come allenatore per due stagioni. Significativo il coro dedicatogli più volte che recita testualmente “un maiale non può allenare”; ebbene il “maiale” è riuscito, al primo colpo, dove avevano fallito anche i più grandi, compreso lo “Special One” Mourinho. Dopo ben 12 anni il Real è tornato a vincere la massima competizione europea e gran parte del merito viene dato dai giocatori ma anche dalla stampa spagnola all’allenatore italiano che è stato in grado di rendere squadra un gruppo di fuoriclasse che, fino ad oggi, avevano mostrano grandi doti personali ma che non riuscivano a coesistere e remare nella stessa direzione.


Nel primo derby della storia che assegnava un trofeo così importante le “merengues” hanno battuto i “colchoneros”; letteralmente le meringhe hanno battuto i materassai. Se è facilmente comprensibile che il soprannome “meringhe” sia dovuto al colore bianco della maglia del Real più complessa è l’associazione tra l’Atletico e i “materassai” anche se la protagonista è sempre la maglia; dopo alcuni anni in bianco e blu, i giocatori dell’Atletico adottarono, nel 1912, la divisa biancorossa perché erano colori più economici in quanto ricavabili dalle tele che rivestivano i materassi.



Vorrei concludere questo post facendo i complimenti a Simeone e ai suoi ragazzi che hanno vinto il campionato spagnolo, il decimo dopo un digiuno di 18 anni, e sono riusciti ad arrivare per la seconda volta nella storia in finale di Champions. La gratitudine dei tifosi è stata evidente negli applausi e nei cori del dopo sconfitta; un unico muro di sciarpe biancorosse che in questi tempi bui riconciliano con questo sport.

venerdì 23 maggio 2014

Povero diavolo che pena mi fai!

“Povero diavolo, che pena mi fai” cantava Cocciante e senza dubbio non si riferiva al Milan, ma oggi più che mai la società rossonera si trova ad affrontare una crisi che si potrebbe definire strutturale in quanto colpisce tutto il Milan, dai giocatori all’allenatore fino alla dirigenza stessa. Non è un mistero che le vicissitudini del presidente, oltre ad una crisi generalizzata del calcio nostrano, abbiano indotto a vendere i pezzi pregiati e a ridurre drasticamente il monte ingaggi; tutto questo ha portato a risultati sportivi deludenti culminati nel campionato appena terminato con la mancata qualificazione europea. Ciò che però sorprende è quella che sembra una totale mancanza di organizzazione che era invece il fiore all’occhiello della società rossonera. Le lotte intestine e anche mediatiche tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani hanno destabilizzato l’ambiente portando di fatto i tesserati a non riconoscere più un “potere forte” nelle mani di qualcuno. Difficilmente negli altri anni della gestione Berlusconi parole e fatti uscivano dallo spogliatoio o da Milanello, mentre adesso, giornalmente, si parla ora di liti, ora di scazzottate, ora di cessioni azionarie. È notizia di pochi giorni fa che sul pullman che portava la squadra all'inaugurazione della nuova sede siano volate parole grosse e anche qualche schiaffo tra il portiere Marco Amelia e il difensore Daniele Bonera, per motivi apparentemente futili legati alla mancata voglia di qualcuno di rilasciare autografi ai tifosi. Ma non è tutto: ieri, nella presentazione della sua autobiografia, Gianluca Zambrotta ha accusato Allegri di aver fatto perdere lo scudetto 2012 ai rossoneri per una “gestione sbagliata del gruppo” e ha raccontato un episodio nel quale l'allenatore stesso e Ibrahimovic sarebbero venuti alle mani. 


Sicuramente anche la questione allenatore non aiuta; aver scelto Clarence Seedorf pochi mesi fa si è rivelata una scelta infelice e ne sono tutti consapevoli ma, sia perché prendendo un nuovo mister si dovrebbero pagare due stipendi, sia perché a pochi giorni dalle elezioni europee non si vuole fare niente di affrettato, la società non comunica una decisione che sembra già presa dando un’idea sempre maggiore di instabilità. Mi auguro per i tifosi rossoneri che in breve si risolvano i conflitti societari, si scelga l’allenatore migliore per gestire uno spogliatoio così agitato e che il “Povero Diavolo” torni ad essere il Grande Milan.
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