lunedì 7 luglio 2014

Al Bari rimane solo la cresta

Pochi giorni fa, a pochi passi dalla Basilica di San Nicola, è stato presentato il nuovo simbolo del Bari. Scompare dopo quasi un secolo dallo stemma lo storico galletto; nel settembre 1928 un referendum popolare tra i tifosi sancì il netto successo del "fiero pennuto", su gazzelle e pettirossi. Lo spazio lasciato sguarnito dallo storico galletto, adesso si riempie di polemiche e allusioni. Il logo adottato dal Football Club Bari 1908, la nuova società guidata dall'ex arbitro Gianluca Paparesta, nata dopo il fallimento dell'As Bari, di cui ho già parlato in un precedente post (La Bari ad un pregiudicato), non piace alla maggior parte dei tifosi biancorossi.


Sul web, in particolare sui social, il numero delle stroncature supera nettamente quello dei consensi. Il sospetto è che lo storico galletto sia stato "sacrificato" sull'altare del marketing internazionale, eliminato per non urtare la suscettibilità dei partner russi che si sta cercando di coinvolgere nel rilancio del club biancorosso. Anche se la nuova dirigenza, per motivi di opportunità, non lo ammetterà mai ai facoltosi imprenditori dell'est il galletto proprio non piaceva in quanto, in Russia, è un triste epiteto affibbiato ai detenuti, a quelli che in galera occupano il gradino più basso nella gerarchia carceraria e che spesso diventano oggetto di attenzioni sessuali da parte dei reclusi più potenti e violenti. Nel corso degli anni il termine è diventato un brutto insulto omofobo. L'idea del galletto, in Russia, rimanda all'immagine del malavitoso e dell'omosessuale.


E così, per il nuovo Bari, rischiava di essere una pesante zavorra, quasi un ostacolo al tentativo di trovare consensi nel mondo del capitalismo russo. L'obiettivo in tal senso è quello di puntare su immagini più rassicuranti, come quella di San Nicola, il patrono di Bari, figura venerata da cattolici e ortodossi nonché il santo con più devoti proprio a Mosca.
Paparesta ha voluto precisare che: " non vogliamo rinnegare il passato. Rappresentiamo una società aperta e abbiamo scelto nel logo un richiamo al santo patrono, con un riferimento grafico all'aureola". Nel nuovo stemma rimane solo la cresta del galletto, per giunta in direzione opposta a quella precedente per simboleggiare il cambio di rotta. Resta ancora un mistero l'identità degli investitori, ma onestamente, a prescindere dalla loro provenienza geografica, non ritengo giusto rottamare il simbolo storico di una squadra storica del nostro calcio.

domenica 6 luglio 2014

Krul gioca 0 minuti e para 2 rigori

Nella mia vita avrò visto migliaia di partite di ogni livello, da quelle amatoriali fino alle finali di Champions, ma non mi era mai capitato di vedere una cosa come quella accaduta nell'ultimo quarto di finale dei Mondiali di Brasile 2014 tra Olanda e la sorpresa Costa Rica. Dopo i 90 minuti regolamentari la partita si chiude sullo 0-0 e neanche i 30 minuti supplementari bastano per cambiare il risultato; all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare, anzi addirittura nel recupero, l'allenatore degli oranje, Luis Van Gaal, effettua la sua ultima sostituzione facendo entrare il portiere di riserva Tim Krul. Nessun infortunio per il titolare Cillessen, solo una scelta tecnica, forse decisa a tavolino già da tempo; il nuovo entrato, che non sembra uno specialista avendo parato solo 2 degli ultimi 20 rigori subiti, ha una grossa responsabilità, ne è consapevole ma sembra molto carico. Il risultato è che Krul intuisce tutti i rigori riuscendo a respingerne due, portando così la sua nazionale alla semifinale del Mondiale contro l'Argentina.


I quarti di finale ci hanno raccontato di partite abbastanza equilibrate anche se solo una su quattro è andata oltre i 90 minuti; la sfida tra Europa e America è ancora in parità, 2-2, e si è conclusa la favola del Costa Rica. Eliminato il talentino della Colombia, nonché capocannoniere della competizione, James Rodriguez, devono salutare il mondiale anche la stella del Brasile Neymar e il talento dell'Argentina Di Maria, entrambi infortunati e ambedue pedine fondamentali dei rispettivi scacchieri e difficili da rimpiazzare.
Martedì alle 22, ora italiana, si sfideranno Brasile e Germania, mentre Mercoledì sarà proprio il turno di Argentina contro Olanda e obiettivamente i pronostici della vigilia sono stati rispettati quasi in toto.

sabato 5 luglio 2014

I Simpson avevano previsto l'infortunio di Neymar

Nel secondo quarto di finale dei Mondiali 2014 tra Brasile e Colombia, nel quale i padroni di casa si sono qualificati per la semifinale contro la Germania, ci sono state due brutte notizie per i verdeoro: la prima è la squalifica del centrale di difesa, nonché capitano e realizzatore del primo gol qualificazione, Thiago Silva, la seconda ancora più grave è l'infortunio del campioncino Neymar, che ha riportato la frattura di una vertebra lombare dopo lo scontro con il difensore del Napoli Zuniga.
Se per il difensore ex Milan si tratta di una rinuncia temporanea, anche se importante per lo scacchiere tattico di Scolari, per la stella del mondiale è tutta un'altra storia. In questo Brasile, mancano i fuoriclasse; la difesa è molto solida e gli atri fanno il "compitino". L'unico che brillava e faceva sognare i tifosi era proprio Neymar, già autore di 4 reti. Certo paragonato alle formazioni del Brasile dei decenni scorsi questo di oggi fa quasi ridere e credo di non dire eresie affermando che lo stesso Neymar non sarebbe stato titolare nelle squadre che annoveravano tra gli altri Ronaldo, Ronaldinho, Bebeto, Zico, Kakà e tanti altri. Eppure in questo Mondiale, il giovane attaccante del Barcellona, sembrava l'unico in grado di far fare il salto di qualità alla squadra brasiliana.


La curiosità è che in una puntata dei Simpson, il campione, soprannominato "el divo", prima viene preso in giro per le sue simulazioni, per le quali viene ricordato anche Neymar, poi viene portato fuori in barella dopo aver subito un fallo.

venerdì 4 luglio 2014

Fashion designer al mondiale

Dopo aver parlato della scomparsa delle scarpette nere durante questi Mondiali, vorrei ora concentrarmi sulle magliette indossate dalle varie nazionali. Curiosi sono i motivi disegnati su alcune magliette come ad esempio quella della Colombia che presenta righe oblique scure che spezzano il giallo intenso, quella della Costa Rica con un graffio blu su sfondo rosso e quella portoghese con righe orizzontali sempre più strette che scompaiono nella metà bassa della maglia. Particolare, ma già vista in altre competizioni, è la maglia della Croazia con il suo motivo a scacchi rossi e bianchi.

               


Se poco ci si è potuti sbizzarrire sulle prime maglie diverso è il discorso per le seconde maglie dove i designer hanno dato il meglio. Vorrei cominciare con la Germania che presenta una maglietta a righe orizzontali larghe rosse e nere. Anche la Spagna ho voluto il nero come colore per la seconda maglia ma in questo caso il colore è uniforme con inserti giallo fluo.



L'Olanda come seconda maglia sfoggia un blu acceso con inserti arancioni e un motivo a V che sfuma il colore. Anche l'Italia non è voluta essere da meno con una maglia nel classico colore bianco ma con sottilissime strisce verticali azzurre che ricordano quelle di una maglia da baseball.


 


Discorso a parte merita le seconda divisa degli USA che vince il premio come maglia più colorata del Mondiale.


giovedì 3 luglio 2014

Superman in Brasile sulla sedia a rotelle

Durante l'ultimo ottavo di finale dei Mondiali di Brasile, mentre erano in campo il Belgio e gli Usa, al sedicesimo minuto, c'è stata un'invasione di campo: la prima della manifestazione. Il solitario invasore non è nuovo a tali "imprese"; si tratta infatti del famigerato Mario Ferri che credo detenga il record mondiale di invasioni di campo. Ha interrotto la partita indossando la sua solita maglietta blu di Superman, ma questa volta su di essa c'era anche un doppio messaggio: "save favelas children" per i bambini brasiliani, e "Ciro vive", un chiaro riferimento a Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto pochi giorni fa, dopo aver ricevuto un colpo di pistola nel prepartita dell'ultima finale di Coppa Italia disputata a Roma lo scorso 3 maggio, tra Napoli e Fiorentina.


Il giovane italiano, soprannominato il "falco" ha attraversato tutto il campo quasi nell'indifferenza generale prima che gli addetti alla sicurezza lo portassero fuori. La sua impresa ha dell'incredibile se si pensa che proprio per episodi simili, è stato condannato al carcere e ha avuto il divieto di ingresso in qualsiasi stadio fino al 2018. In Sudafrica, in occasione del Mondiale 2010, aveva invaso il campo durante la semifinale Germani Spagna e, ancora prima, si era mostrato in mondovisione durante l'amichevole Italia Olanda nel 2009 per consigliare a Lippi la convocazione di Antonio Cassano.
Fin qui tutto nella norma o quasi, ma ieri si è saputo che per entrare allo stadio, Falco si è finto disabile; è lui stesso a scriverlo sul suo profilo facebook con tanto di video nel quale lo si vede sorridente con il biglietto in mano, seduto su una carrozzina mentre alcuni brasiliani lo aiutano. Ferri si giustifica scrivendo che fingere di essersi operato al ginocchio per avvicinarsi al campo era l'unica soluzione.


Il nostro connazionale non può lasciare il Brasile perchè gli è stato bloccato il passaporto fino al pagamento della cauzione per la libertà. Dure le critiche delle autorità alle quali sento di dover associare le mie; questa volta è molto più di una ragazzata e i messaggi contenuti nella maglietta non possono certo giustificare tale condotta.

mercoledì 2 luglio 2014

G8 del calcio mondiale

Si sono conclusi gli ottavi di finale in Brasile e venerdì, dopo due giorni di riposo si comincerà con i quarti. Sono quindi rimaste otto squadre, il gotha del calcio mondiale. Quattro compagini del vecchio continente con la sorpresa quasi annunciata Belgio e quattro del nuovo continente con la rivelazione Costa Rica. 
Possiamo dire che gli scontri diretti hanno portato maggiore spettacolo; ben cinque partite sono andate ai tempi supplementari, eguagliando il record del 1938, e due addirittura ai rigori; a tal proposito mi preme sottolineare che ancora nessun penalty è stato sbagliato. Il numero dei gol continua ad essere alto così come gli arbitri proseguono nell'applicare un metro di giudizio molto permissivo, estraendo i cartellini gialli solo in casi di estrema necessità, e a volte neppure in questi.
Tra le delusioni possiamo includere i padroni di casa del Brasile che, proprio ai rigori, hanno eliminato un ottimo Cile che, assieme alla Svizzera, sono le squadre eliminate che meno lo avrebbero meritato. Entrambe hanno infatti sfiorato l'impresa cogliendo una traversa, con Pinilla i sudamericani, e un palo, con Dzemaili gli svizzeri, proprio nei minuti di recupero.


E' stato definito da molti, il Mondiale dei numeri 10, e personalmente mi sento di concordare solo dal punto di vista della classe; era infatti da anni che i fuoriclasse deludevano nelle competizioni che contano. Questa volta invece Messi e gli altri hanno inciso in maniera evidente sul passaggio del turno. Discorso a parte merita il numero 10 della Colombia, James Rodriguez, che possiamo senza dubbio premiare come il migliore del mondiale fino a questo punto, che rappresenta anche la rivelazione assoluta della manifestazione oltre ad essere solitario capocannoniere con 5 gol in quattro partite.


Venerdì si comincia con Francia Germania e poi Brasile Colombia, mentre sabato sarà il turno di Argentina Belgio e Olanda Costa Rica.

martedì 1 luglio 2014

23 Balotelli

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo collezionato figurine e, nella maggior parte dei casi, si trattava delle figurine dei calciatori. Vi sarà quindi familiare quella sensazione di frustrazione quando ti manca solo quel giocatore e, dall'altro lato, quella gioia nel momento in cui attacchi l'ultimo. Nell'era moderna molte cose sono cambiate, compreso il collezionare figurine, visto che ora si può comprare facilmente anche su e-bay  la serie completa solamente da attaccare, ma per noi della vecchia scuola non ci sarebbe divertimento.
Anche i grandi campioni del pallone non si fanno mancare questo divertimento, ma, come al solito, Mario Balotelli ha trovato una maniera singolare di collezionare figurine: cerca solo le sue. Pochi giorni fa, è infatti comparsa sul suo profilo ufficiale una foto raffigurante l'album del Mondiale di calcio, nella pagina dell'Italia, interamente occupata dalle figurine del centravanti rossonero.


Ventitré Balotelli in bella mostra con la famosa scritta sottostante, già usata su una maglietta ai tempi del Manchester City, "Why always me?". Tralasciando pure tutti i comportamenti discutibili sul terreno di gioco, mi chiedo come abbia potuto Mario non pensare che qualcuno dei suoi compagni non avrebbe gradito; De Rossi con la sua dichiarazione " l'Italia ha bisogno di giocatori, uomini veri e non di figurine" ne è l'esempio lampante.
Non dico che la foto sia sufficiente per quanto sembra essere accaduto negli spogliatoi nell'intervallo e a fine partita con l'Uruguay ma, per citare Marzullo, potrei dire a Balotelli: fatti una domanda e datti una risposta. Perché sempre tu? Forse la stessa foto può essere una parte della risposta.
Google+